Più di 500 persone hanno partecipato alla sessione di apertura del FHE2018 grazie all’apertura di altre tre sale oltre a quelle previste all’auditorium della Facoltà di scienze dell’educazione.

Il clima era di gioia per la riunione dn un nuovo forum europeo. L’ultimo era stato a Milano nel 2008.

Oggi ha avuto luogo la sessione di apertura del V Forum Umanista Europeo, 2018. L’apertura si è tenuta nell’auditorium della Facoltà di Scienze della Formazione dell’UNED, con la presenza di persone e organizzazioni di 40 paesi, molti dei quali europei ma anche asiatici, africani e americani.

Il Forum è iniziato in modo poetico con le parole che Guillermo Sullings ha scritto nel suo ringraziamento al processo umano nel suo libro “Bivio e futuro dell’essere umano. I passi verso la Nazione Umana Universale “, e che vogliamo ricordare adesso:

“Siamo la vita che è emersa dalle acque.  Noi siamo il pesce che voleva vedere il sole.  Siamo il sauro che voleva sentire.  Siamo il primate che si è alzato e che voleva pensare.  Siamo il primo uomo che ha superato la paura e si è avvicinato al fuoco per dominarlo.  Siamo evoluzione e siamo storia.  Siamo i discendenti di chi una volta e un’altra ancora cambiarono le loro vite e cambiarono il mondo.  Siamo i bambini della specie umana. Abbiamo potuto prima, potremo ancora”

Ha poi continuato con il benvenuto a tutti i presenti spiegando allo stesso tempo le origini del Forum, con queste parole:

Salve e benvenuti al 5 ° Forum Umanista Europeo.

Benvenuti a tutti gli amici venuti da altri continenti e a quelli che sono venuti da tutta Europa: dall’Austria, Belgio, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Portogallo e Regno Unito, e naturalmente a tutti voi che siete venuti da tutta la Spagna, che è in questa occasione l’ospite!

La corrente conosciuta come Umanesimo Universalista è stata fondata da Silo in Argentina nel 1969. Poi, ci fu una dittatura militare contraria alla corrente non violenta che predicava, così gli venne proibito di parlare nelle città e gli dissero “se vuoi parlare, va a parlare con le pietre”. Così, in montagna, fece il discorso conosciuto come “Guarigione della sofferenza” di fronte a poche centinaia di seguaci e media internazionali. In esso, Silo ha parlato della differenza tra dolore e sofferenza, l’origine di esso e come superarlo. Ha anche parlato delle diverse forme di violenza, sottolineando il rapporto tra violenza interna e sofferenza umana.

In più di 40 anni di intensa dedizione, Silo ha sviluppato un lavoro di dottrina e pratica di notevole portata, particolarmente rilevante in questo crocevia storico che viviamo oggi. Sebbene sia morto nel 2010, il suo lavoro continua a ispirare le attività di molti.

In questo processo accelerato verso la nazione umana universale che oggi viviamo, desideriamo evidenziare un aspetto rilevante, e cioè che:

non possiamo realizzare cambiamenti sociali o istituzionali se non realizziamo cambiamenti interni, nella nostra testa e nel nostro cuore. Il cambiamento di scopo e direzione nelle nostre vite è una priorità per modificare i processi umani.

Seguendo questa premessa, le aree tematiche del forum, oltre a approfondire i fatti a loro relativi, dovranno sicuramente anche indagare sulle condizioni più profonde che determinano i nostri comportamenti…

Ma non soffermiamoci su cose già espresse nel “Manifesto” e nel programma delle attività!

Siamo lieti di lasciare con voi il professor Tiberio Feliz, che a nome del Rettore dell’UNED, procederà all’apertura ufficiale del Forum.

A seguire poi tre tavole rotonde, tutte coordinate dai redattori della nostra agenzia di stampa Pressenza e che hanno potuto dare un piccolo esempio di ciò che si vuole mostrare e costruire nei prossimi giorni del Forum.

Nella prima tavola rotonda, è stata fatta un’analisi da una prospettiva planetaria su ciò che ci unisce verso la nazione umana universale. Coordinato da Tony Robinson, hanno condiviso le loro riflessioni: Guillermo Sullings, riguardo la sua interpretazione della nazione umana universale – un’immagine che Silo ha proposto a livello sociale – e sul cammino da intraprendere per avvicinarcisi; il Giudice Baltasar Garzón sulla Giurisdizione Universale; poi Nicole Ndongala, presidente dell’associazione Karibu, che ha parlato del fenomeno della migrazione in prima persona, e il Dr. Carlos Umaña, costaricano e membro delle organizzazioni anti-nucleari ICAN e IPPNW, che ha parlato dal pericolo di un conflitto nucleare in questo momento storico.

Successivamente sono state proposte delle proiezioni sul futuro da un punto di vista europeo. Gli interventi erano legati al ruolo dell’Europa, in ciò che fa per unire i suoi popoli e per costruire ponti con altre regioni e popolazioni del pianeta.

In questa fase, Ricardo Arias ha moderato il dibattito che ha coinvolto la siloista e deputata francese (per France Insoumise), Sabine Rubin, l’economista e politico Riccardo Petrella, che ha chiamato le genti a ribellarsi, e il neuroscienziato Piero Giorgi che ha affermato che natura dell’essere umano non è violenta.

L’ultimo tavolo si è concentrato su “Una nuova cultura per un nuovo mondo”, cercando di entrare nella sua dimensione, nei pilastri essenziali su cui costruire questa nazione umana universale.

Coordinato da Juana Pérez, vi è stato un tavolo di donne consapevoli e realiste, frutto della loro esperienza di attivismo sociale. Tutte hanno concordato che questo nuovo mondo non è nel futuro, è qui ed è già in costruzione. Si crea quando si formano aree di democrazia diretta – come ha sottolineato la giornalista e editrice di Pressenza per la Grecia, Marianella Kloka – nel suo paese; si vede nei progetti economici che rispondono ad nuovo modello sociale, collaborativo e non competitivo, di cui ha parlato Mayte Quintanilla -Presidente della HRBU-.

Si sente anche nella confluenza di culture che già i giovani conoscono, costretti a migrare a causa della mancanza di lavoro ma allo stesso tempo arricchiti dall’incontro con altri popoli, come evidenziato la giovane antropologa Clara Gómez-Plácito.

La giornata si è conclusa con versi in diverse lingue di vari poeti, accompagnati dalla chitarra di Nadège Gattoni.

Di seguito alcune immagini dei partecipanti scattate con i loro telefoni.

 

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