Al momento è essenziale un impegno globale e sincero per la protezione della vita”

Nel Forum Umanista Europeo svoltosi a Madrid l’11, 12 e 13 maggio, una delle aree tematiche è stata promossa dall’Associazione delle Donne Umaniste per la Nonviolenza. In esso hanno partecipato come oratori; Annabella Coiro, esperta di comunicazione e educazione per la nonviolenza in Italia; Lydienne Nkaleu, presidente del Comitato di Assistenza per le Donne Bisognose in Camerun; Silvia Beatriz González González, promotrice di La Paz y la Noviolencia in Spagna; Nicole Ndongala, R.D. Congo / Spagna, presidente dell’Associazione Karibú, Spagna; Jenny Infante Labrín, esperta in promozione dell’uguaglianza di genere in Spagna; Sudha Reddy, direttore della Fondazione Ecologica per le Alternative Sostenibili dell’India e Carmen Serra Majada, co-fondatrice della Piattaforma dei Contagiati dell’Epatite C, Valladolid.

Durante il forum si è svolto un seminario esperienziale, sono state sintetizzate le conversazioni e i momenti vissuti tra le promotrici e il pubblico presente.

Nell’intervista Encarna Escribano, presidente dell’Associazione Donne Umaniste per la Nonviolenza e moderatrice dell’area tematica, ci parla dell’associazione e ci spiega i progetti emersi e le conclusioni tratte dal Forum Umanista.

Cosa motiva questa iniziativa?

La vita è minacciata e sentiamo la necessità andare avanti per proteggere la vita. Al momento è essenziale un impegno globale e sincero per la protezione della vita.

Come si può proteggere la vita?

Noi realizziamo laboratori che consentono la connessione con il femminile, che è la connessione con la vita. Dopo che il patriarcato ha degradato la femminilità, c’è stata una disconnessione sempre maggiore con la vita e le conseguenze possiamo vedere tutto ciò che sta accadendo oggi: guerre, carestie, sottrazione del cibo, mancanza d’acqua, distruzione della natura…

In contatto con altri gruppi e lavorando in una rete …

Sì, ogni volta vogliamo contattare più associazioni e abbiamo il progetto di creare una rete di movimenti e rendere visibili tutte queste associazioni non violente che già lavorano. Ad esempio, ci sono persone che agiscono ma si trovano isolati, ciò che vogliamo è generare una rete in cui possiamo interconnetterci per rendere visibili tutte queste azioni non violente e sostenere azioni che possono avere un impatto importante. Ad esempio, le donne di Betlemme vivono in un territorio con tre religioni: musulmana, cristiana ed ebraica e ogni anno organizzano una celebrazione la pace. È un’azione esemplare che potrebbe essere maggiormente diffusa.

Dai workshop al Forum Umanista, promuovendo e organizzando…

È vero, abbiamo lavorato perché il tema delle donne fosse un’area tematica del Forum e perché fosse aperta ad altre associazioni di donne che lavorano nella non violenza. È nata cos’ la necessità della rete di reti, abbiamo scoperto che ci sono altre che agiscono in altri luoghi e che non conosciamo.

E quali conclusioni e progetti si sono materializzati nel Forum Umanista nell’area delle Donne per la Nonviolenza?

Pensiamo a un nuovo modello che superi il patriarcato, un nuovo modello che sta già crescendo ed è necessario tenere conto della necessità di cambiare il nostro sistema di valori, sia donne che uomini. È bene capire che dobbiamo prendere il meglio della storia umana e integrare tutto ciò che è valido ai giorni nostri.

Dobbiamo risvegliare la femminilità, sia negli uomini che nelle donne, perché è stata nascosta, abbiamo bisogno di connetterci con essa e smettere di degradarla per poter integrare la storia.

Come progetto immediato proponiamo di avanzare con la rete di reti, interagendo, intercomunicando, supportando altre azioni che vadano nella nostra stessa direzione.

Noi donne abbiamo la forza di muovere il mondo quando agiamo in favore della vita.