Mentre molti esseri umani muoiono nel tentativo di attraversare il Mediterraneo, i leader europei
sono sempre più preoccupati di difendere “la fortezza Europa”. Nessuna autocritica, nessuna
riflessione sulle responsabilità dei paesi europei, non un riconoscimento del saccheggio che
l’Europa ha portato e sta portando avanti nei luoghi d’origine dei migranti, non una revisione della redditizia politica estera di invasione e di vendita di armi ai paesi in conflitto, dai quali molti fuggono.
Il Consiglio dell’UE l’8 novembre 2019 ha adottato un nuovo regolamento relativo alla guardia di frontiera e costiera europea (Frontex), un elemento importante dell’approccio globale dell’UE in materia di migrazione e gestione delle frontiere. Frontex viene rafforzata in termini di personale e
attrezzature tecniche, viene ampliato il suo mandato a sostegno delle attività degli Stati membri,
in materia di controllo delle frontiere, rimpatrio e cooperazione con i paesi terzi. La pietra angolare di tale agenzia “rafforzata” sarà rappresentata da un corpo permanente di 10 000 guardie di frontiera con poteri esecutivi, pronto ad assistere gli Stati membri in qualsiasi momento. Tale nuovo corpo permanente sarà pronto dal 2021 ed entro il 2027 sarà pienamente
operativo e raggiungerà la sua piena capacità di 10.000 guardie di frontiera.
La strategia dell’Europa è sempre più evidente: proteggere i propri confini e riportare i migranti nei loro precari paesi d’origine.
L’Europa non può tradire così il carattere umanista dei suoi principi fondativi per cedere all’estrema destra razzista e fascista, realizzando una politica che torna a criminalizzare il migrante, lo straniero, il diverso e chi solidarizza con loro.
La vita umana è sacra e, nella convinzione che non ci sarà progresso se non di tutti e per tutti, dobbiamo esortare i governi europei a dare una risposta coerente e urgente per evitare l’aumento della xenofobia, della violenza e dell’ingiustizia sociale

Contatto: Antonella Freggiaro

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